mercoledì 3 dicembre 2008
mercoledì 5 novembre 2008
Il Grande freddo
Bevemmo caffè fino alle 7:00 di mattina. Marcus era in gamba, e come ogni persona in gamba aveva un matrimonio fallito alle spalle per il quale non puoi fare più nulla. Devi lasciarlo andare. Se lo capisci in tempo diventi una persona migliore e la qualità della vita diventa migliore. E' come stare con un morto in casa perchè ti sei abituato a vederlo da vivo. Il problema non è tanto morale quanto igienico.
I poliziotti sono come tutta la gente del mondo, quando staccano continuano a parlare di lavoro, solo che le cosa che raccontano sono sempre più interessanti di quelle di tutti gli altri. In mezzo alle loro storie ci finiscono sempre qualche puttana un paio di cazzotti e un tizio in ospedale.
A sentire lui arrivavano di continuo telefonate di gente che chiamava per segnalare casi di gente che faceva sesso con animali.
...
Finite le storie sparammo ancora un paio di cazzate poi ci stufammo e Marcus disse andiamo a dormire. Era stato un bel modo di passare il tempo, tempo che di solito passi immobile orizzontale aspettando una luce qualsiasi da est.
Uscimmo in strada e le nostre auto erano parcheggiate in direzioni opposte.
"Perchè non ci siamo presi a botte questo giro?", gli dissi.
"Perchè c'era qualcuno che ne aveva più bisogno di te"
"Si ma adesso siamo solo io e te".
Marcus mi guardò strano.
"Tu sei malato. Si può sapere cosa cazzo c'è nel tuo cervello?"
"Merda"
Gli tirai uno spintone.
"Sono troppo stanco per ucciderti" disse Marcus.
Gliene tirai un altro.
"Ti devo un pugno in faccia ancora dall'altra volta"
"Questo è il momento".
"Sono troppo stanco anche per menare i vecchi".
"Vaffanculo".
"Tu vaffanculo"
Ce ne andammo, uno da una parte e uno dall'altra.Non ci odiavamo, eravamo solo gente abituata a prendersi a botte per capire se eravamo ancora vivi, tutto qui. Mi voltai ma Marcus non c'era già più. Mi guardai in giro. La gente camminava veloce sempre con questa grande voglia di impegnarsi.
I poliziotti sono come tutta la gente del mondo, quando staccano continuano a parlare di lavoro, solo che le cosa che raccontano sono sempre più interessanti di quelle di tutti gli altri. In mezzo alle loro storie ci finiscono sempre qualche puttana un paio di cazzotti e un tizio in ospedale.
A sentire lui arrivavano di continuo telefonate di gente che chiamava per segnalare casi di gente che faceva sesso con animali.
...
Finite le storie sparammo ancora un paio di cazzate poi ci stufammo e Marcus disse andiamo a dormire. Era stato un bel modo di passare il tempo, tempo che di solito passi immobile orizzontale aspettando una luce qualsiasi da est.
Uscimmo in strada e le nostre auto erano parcheggiate in direzioni opposte.
"Perchè non ci siamo presi a botte questo giro?", gli dissi.
"Perchè c'era qualcuno che ne aveva più bisogno di te"
"Si ma adesso siamo solo io e te".
Marcus mi guardò strano.
"Tu sei malato. Si può sapere cosa cazzo c'è nel tuo cervello?"
"Merda"
Gli tirai uno spintone.
"Sono troppo stanco per ucciderti" disse Marcus.
Gliene tirai un altro.
"Ti devo un pugno in faccia ancora dall'altra volta"
"Questo è il momento".
"Sono troppo stanco anche per menare i vecchi".
"Vaffanculo".
"Tu vaffanculo"
Ce ne andammo, uno da una parte e uno dall'altra.Non ci odiavamo, eravamo solo gente abituata a prendersi a botte per capire se eravamo ancora vivi, tutto qui. Mi voltai ma Marcus non c'era già più. Mi guardai in giro. La gente camminava veloce sempre con questa grande voglia di impegnarsi.
venerdì 17 ottobre 2008
Invisible Monsters

Il solo motivo per cui chiediamo ad altre persone com'è andato il loro fine settimana è perché così gli possiamo raccontare il nostro.
D'altronde, l'isteria è possibile solo con un pubblico.
Vai a com'era la vita quando eri un bambino e potevi mangiare solo omogeneizzati. Cammini vacillando fino al tavolino da caffè. Sei sui tuoi piedi e devi barcollare su quelle gambe a salsicciotto oppure cadere giù. Poi arrivi al tavolo da caffè e sbatti la tua testolina soffice contro lo spigolo.
Sei per terra, e cavolo, o cavolo, fa male. Però non c'è niente di tragico fino a che non accorrono Mamma e Papà.
O povero coraggioso piccolino.
È solo allora che piangi.
Non importa con quanto scrupolo seguirai le indicazioni: avrai sempre l'impressione di aver perso qualcosa, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle di non aver vissuto tutto. C'è quel sentimento di caduta nel cuore, per essere andato troppo in fretta nei momenti in cui avresti dovuto fare attenzione. Be', abituati a quella sensazione. È così che un giorno sentirai tutta la tua vita. È solo questione di abitudine. Niente di tutto ciò ha importanza. Ci stiamo solo scaldando.
Quand'è che il futuro è passato da essere una promessa a essere una minaccia?
giovedì 9 ottobre 2008
And they all look just the same.
Little boxes on the hillside,
Little boxes made of ticky-tacky,
Little boxes, little boxes,
Little boxes, all the same.
There's a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
And the people in the houses
All go to the university,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
And there's doctors and there's lawyers
And business executives,
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
And they all play on the golf-course,
And drink their Martini dry,
And they all have pretty children,
And the children go to school.
And the children go to summer camp
And then to the university,
And they all get put in boxes
And they all come out the same.
And the boys go into business,
And marry, and raise a family,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
There's a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
Little boxes made of ticky-tacky,
Little boxes, little boxes,
Little boxes, all the same.
There's a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
And the people in the houses
All go to the university,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
And there's doctors and there's lawyers
And business executives,
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
And they all play on the golf-course,
And drink their Martini dry,
And they all have pretty children,
And the children go to school.
And the children go to summer camp
And then to the university,
And they all get put in boxes
And they all come out the same.
And the boys go into business,
And marry, and raise a family,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
There's a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
giovedì 2 ottobre 2008
Il volo delle anatre a rovescio.
e mentre la ricerca di noi stessi continua, cerchiamo risposte ovunque, nella natura, in dio o nelle piccole tragedie che non potranno mai essere accettate.
Ma nonostante tutto, proseguiamo sempre dritti con la mente rivolta
verso un unico fine : trovare qual e' il nostro scopo su questa Terra.Non importa quali siano le conseguenze,le amicizie che potremmo compromettere,o i patti col diavolo che potremmo essere costretti a stipulare.
giovedì 25 settembre 2008
Di polli, canfore e ossa buttate contro il nemico.
Ciao, prima o poi lo sò che leggerai (il fato è infame si sa) anche se non ti conosco ne sò chi sei. Oddio lo sò, diciamo che ho costruito una reltà mediatica attorno dalle descrizioni che ho avuto di te.
Sembri una persona che valga la pena di conoscere, anzi una persona con cui valga la pena di condividere esperienze, però quello che stai facendo ora non va bene. Eccheccazzo un pò di rispetto.
Se anche per un secondo leggendo questo post ti è sembrato che stessi parlando con te, non sbagli sei proprio la persona di cui stò parlando.
Sembri una persona che valga la pena di conoscere, anzi una persona con cui valga la pena di condividere esperienze, però quello che stai facendo ora non va bene. Eccheccazzo un pò di rispetto.
Se anche per un secondo leggendo questo post ti è sembrato che stessi parlando con te, non sbagli sei proprio la persona di cui stò parlando.
mercoledì 24 settembre 2008
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